
Per alcune persone comunicare può essere molto complicato
Lo è, per esempio, per quelle sordocieche. La tecnologia può aiutarle, così come destinare il 5 per mille a chi se ne prende cura
Comunicare è una delle cose che la maggior parte degli esseri umani fa con più naturalezza: parliamo, ascoltiamo, leggiamo, scriviamo messaggi, usiamo espressioni e gesti. Lo facciamo senza pensarci, perché il vedere e il sentire ci mettono in contatto continuo con il mondo e con le persone intorno a noi. Siamo costantemente dentro un flusso di comunicazione che ci permette di capire il mondo e di farci capire dagli altri. Nel nostro mondo contemporaneo è diventato tutto ancora più amplificato e veloce grazie alla tecnologia, che ha reso possibile comunicare istantaneamente anche a enormi distanze.
Non per tutte le persone però comunicare è così semplice, e questa connessione non è per nulla un fatto scontato. È per esempio la condizione delle persone sordocieche: hanno una combinazione di disabilità visiva e uditiva che compromette in modo significativo la possibilità di comunicare con gli altri, l’accesso alle informazioni e conseguentemente l’autonomia nella vita quotidiana. La sordocecità può essere congenita (cioè presente dalla nascita) oppure acquisita nel corso della vita, può essere totale o si possono avere residui visivi o uditivi. Non è comunque soltanto la somma di due disabilità: chi non vede può imparare a orientarsi con l’udito, chi non sente può appoggiarsi alla vista, mentre chi non ha né l’uno né l’altra perde entrambe queste possibilità di compensazione.
Le persone sordocieche complete, se messe nelle giuste condizioni e opportunamente assistite, utilizzano modalità alternative di comunicazione, come il tatto oppure strumenti tecnologici dedicati, soprattutto per quanto riguarda la lettura e l’accesso alle informazioni. Ci sono software gratuiti con funzioni facilitate per scrivere, leggere, gestire la posta elettronica e accedere a contenuti multimediali, e tecnologie che ingrandiscono testi e immagini, utili per chi ha un residuo visivo che permetta la lettura in certe circostanze. Allo stesso modo, in caso di residuo uditivo, ci sono programmi che leggono ad alta voce il testo sugli schermi di computer, tablet e cellulari, e strumenti che traducono il testo in Braille, il sistema di scrittura tattile usato dai non vedenti, basato su punti in rilievo che si leggono con le dita.
Imparare a usare questi strumenti, però, non è qualcosa che si fa da soli. Richiede un percorso educativo e riabilitativo lungo, costruito su misura per ciascuna persona. Se ne occupa, tra le altre cose, la Lega del Filo d’Oro, che da oltre sessant’anni aiuta le persone con sordocecità e le loro famiglie. La Lega del Filo d’Oro infatti dal 1964 assiste, educa e riabilita le persone sordocieche e quelle con pluridisabilità psicosensoriale, cioè le persone in cui alle disabilità sensoriali (vista e udito) si aggiungono anche altre disabilità, come quelle cognitive, motorie o comportamentali. In 5 centri residenziali e 13 sedi territoriali la Lega del Filo d’Oro segue ogni persona con un programma personalizzato: l’idea che guida questo lavoro non è solo quella di fornire un sostegno, ma di permettere alle persone di esprimersi, fare scelte e partecipare alla vita sociale.
È un approccio che mette al centro la persona e le sue possibilità, con l’obiettivo di ampliare, passo dopo passo, gli spazi di autonomia. Una parte importante di queste attività è sostenuta anche attraverso il 5 per mille, uno strumento che permette di destinare una quota dell’IRPEF a enti del Terzo Settore senza costi aggiuntivi. Farlo è semplice: basta firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi dedicato agli enti del Terzo Settore e indicare il codice fiscale della Lega del Filo d’Oro. Il codice fiscale della fondazione è 80003150424. Chi non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione può farlo attraverso la scheda allegata alla Certificazione Unica, da consegnare in busta chiusa a un ufficio postale o a un intermediario abilitato, come un CAF. Nel sito dedicato al 5 per mille della Lega del Filo d’Oro è possibile anche impostare un promemoria con il codice fiscale della Lega del Filo d’Oro: il sistema invia un sms o una mail per ricordare i dettagli al momento opportuno.

Quella del 5 per mille è una scelta che non sostituisce l’8 per mille, destinato allo Stato o a una confessione religiosa, e il 2 per mille, destinato a un partito politico. Si possono infatti esprimere tutte e tre le opzioni. Inoltre non comporta spese in più, semplicemente si destina parte delle proprie tasse a un ente di propria scelta: è una possibilità che è data alle persone per contribuire in modo concreto a sostenere progetti e servizi utili a chi è in condizioni di difficoltà, come quelle seguite dalla Lega del Filo d’Oro.
Gli obiettivi che si prefigge la fondazione con i fondi raccolti grazie al 5 per mille sono tra gli altri: sviluppare ulteriori collaborazioni in ambienti universitari e di ricerca per trovare soluzioni, anche tecnologiche, che permettano a chi non vede e non sente di sfruttare ogni residuo sensoriale; offrire il miglior supporto ai suoi assistiti grazie a équipe interdisciplinari specialistiche, composte principalmente da operatori e assistenti sociali a cui verranno affiancati tecnici di orientamento e mobilità, tecnici degli ausili e psicologi; favorire l’inclusione nel contesto in cui vivono gli utenti, e cioè vicino agli affetti e a casa.
Inoltre per incrementare il numero di persone seguite e dei servizi offerti verrà espansa la rete nazionale con nuovi servizi e nuove sedi in regioni dove attualmente la fondazione non è presente. Tra gli obiettivi c’è anche quello di ampliare e migliorare le sedi già attive, come il Centro Nazionale di Osimo, in provincia di Ancona, un polo di alta specializzazione concepito per l’assistenza, l’educazione e la riabilitazione delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale.
Secondo uno studio dell’ISTAT del 2023, commissionato dalla Lega del Filo d’Oro, sono migliaia le persone con sordocecità in Italia: si tratta comunque di un dato parziale perché censisce soltanto chi ha più di 15 anni. A queste si aggiungono anche le persone che, oltre alla disabilità visiva e uditiva, hanno anche problematiche di tipo motorio e cognitivo.
Immagine di copertina: ©Lega del Filo d’Oro