
Come usare l’AI senza delegare scelte e responsabilità?
È la domanda che si fanno sempre più aziende, ed è al centro di una masterclass gratuita a Torino l’8 luglio
Negli ultimi due anni l’intelligenza artificiale è entrata nei processi decisionali delle aziende, con tempi, ma anche modi, che poche organizzazioni avevano previsto. Oggi un manager può, per esempio, chiedere a un modello di analizzare un mercato o valutare un investimento in pochi secondi. Nelle aziende tecnologiche l’uso intensivo di questi strumenti è diventato quasi uno status symbol: la condivisione del numero di “token” (i frammenti di testo che i sistemi di intelligenza artificiale elaborano) utilizzati dal proprio team viene esibita sui social, sia da startup minori che da grandi società finanziarie.
Il problema è che questi strumenti restituiscono risposte all’apparenza verificate e corrette, ma che si basano su schemi ricorrenti e calcoli statistici, e che non tengono conto delle specificità reali di un’azienda o di un mercato. La domanda che molte aziende si fanno non è se usare o non usare l’intelligenza artificiale, ma come utilizzarla evitando di delegare troppo: il giudizio e la responsabilità delle scelte dovrebbero restare umani, soprattutto per le decisioni che richiedono di interpretare il contesto, le relazioni, le persone coinvolte, e non solo i dati disponibili.
Un approccio sempre più diffuso nelle business school e nella ricerca manageriale, e previsto anche dall’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, considera infatti l’AI come uno strumento di supporto alle decisioni, non un sostituto del decisore umano (il cosiddetto “human in the loop”). In altre parole si deve usare la tecnologia per formulare ipotesi migliori, verificare più rapidamente le informazioni disponibili e valutare scenari alternativi, lasciando però alle persone la responsabilità della scelta finale. Proprio questo tema è al centro di una masterclass che si terrà a Torino l’8 luglio, organizzata da ESCP all’interno del suo ciclo di eventi Impact Talks, pensati per chi vuole confrontarsi con i temi più attuali del management attraverso il punto di vista della ricerca accademica.
ESCP è una scuola di management riconosciuta a livello internazionale: oltre ai master post laurea e ai programmi executive, ideali per chi ha già una carriera professionale, offre anche un Bachelor in Management, l’equivalente della laurea triennale italiana, e un Bachelor in Technology, i cui corsi si svolgono ogni anno in tre città europee diverse, scelte tra Torino, Parigi, Londra, Berlino e Madrid, dove l’istituto ha sedi proprie.
Le masterclass sono incontri formativi intensivi dedicati a un tema specifico, guidati da docenti, professionisti o esperti del settore. A differenza delle conferenze tradizionali, combinano approfondimento teorico, casi pratici e confronto diretto con i partecipanti.
La prossima si chiama “Human-Centered Decision Making in the Age of AI” e si terrà mercoledì 8 luglio 2026 dalle 17 alle 19:30 nella sede di ESCP a Torino, in via Andrea Doria 27. La partecipazione è gratuita, ma è necessario registrarsi (si può fare qui). La masterclass propone un approccio costruito sui principi del metodo scientifico applicati al lavoro quotidiano: formulare un’ipotesi, testarla, raccogliere evidenze e nel caso correggere la rotta. L’idea di fondo è trasformare le decisioni aziendali da eventi isolati a un processo continuo di apprendimento, in cui l’intelligenza artificiale può avere un ruolo importante nella fase di analisi, ma in cui il giudizio finale resta una responsabilità umana.
Il programma della masterclass è pensato per manager, imprenditori, consulenti e per chi si occupa di guidare l’innovazione all’interno dell’azienda. Affronta quattro punti principali: il ruolo reale dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali strategici, i limiti delle raccomandazioni generate dagli algoritmi, il valore del giudizio umano nelle decisioni complesse, e alcuni strumenti pratici per combinare tecnologia, strategia e pensiero critico. A condurre l’incontro è Daniele Battaglia, professore di Strategia a Torino, che ha conseguito un dottorato in management al Politecnico di Torino e si occupa di ricerca su strategia delle piccole e medie imprese e sui processi decisionali delle startup nelle loro fasi iniziali.
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